Verso SaMoTer 2026: innovazione e sostenibilità

Le esportazioni italiane del settore macchine per costruzioni hanno chiuso il 2025 con un valore complessivo di circa 3,2 miliardi di euro. Il comparto ha registrato una sostanziale stabilità, con una lieve flessione dello 0,5% rispetto all’anno precedente, nonostante un contesto internazionale caratterizzato da incertezze geopolitiche e tensioni commerciali.

Secondo i dati elaborati da Unacea in collaborazione con il Cer, l’andamento del settore risulta eterogeneo a seconda della categoria merceologica: il movimento terra si conferma il segmento principale con 1,55 miliardi di euro di vendite all’estero, segnando una crescita del 7,1%; i comparti macchine stradali e gru a torre mostrano segnali positivi, con incrementi rispettivamente del 3,6% (101,8 milioni di euro) e del 3,2% (158,1 milioni di euro); registrano una contrazione le macchine per il calcestruzzo (-9,8%), per la perforazione (-9,4%) e per la preparazione degli inerti (-6,7%).
A livello geografico, i maggiori incrementi nell’export si sono verificati verso l’Europa centro-orientale, il Medio Oriente, gli Stati Uniti, il Brasile e l’Africa. Il saldo commerciale complessivo per il 2025 si è attestato a circa 911 milioni di euro, in calo del 14,1% su base annua.

Il settore si prepara alla 32ª edizione di SaMoTer, il Salone Internazionale Triennale delle Macchine per Costruzioni, in programma a Veronafiere dal 6 al 9 maggio 2026. La manifestazione si configura come un hub strategico per l’intera filiera, con oltre 500 espositori già confermati e una superficie espositiva superiore ai 50.000 metri quadrati.

L’evento si focalizzerà sui principali driver di sviluppo del comparto, quali la transizione tecnologica con lo sviluppo di macchine più efficienti, sicure e orientate alla decarbonizzazione; la digitalizzazione, con l’integrazione di soluzioni innovative nei cantieri per migliorare produttività e competitività e la sostenibilità, con la riduzione dell’impatto ambientale in linea con gli obiettivi globali di settore.
Il comparto rappresenta un motore strategico per l’economia nazionale, generando circa lo 0,3% del PIL e impiegando, considerando l’indotto, circa 85.000 unità lavorative.

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