Legno Edilizia

Le nuove regole per il controllo dell’acqua potabile

Redazione · 7 Luglio 2026
Le nuove regole per il controllo dell’acqua potabile

Il sistema normativo italiano per la gestione e il controllo delle acque potabili è stato aggiornato in attuazione della Direttiva (UE) 2020/2184, recepita inizialmente con il D.Lgs. 18/2023 e successivamente integrata dal D.Lgs. 102/2025. Le nuove disposizioni rafforzano i controlli e le responsabilità lungo l’intera filiera idrica, estendendo il monitoraggio dalla rete di distribuzione pubblica fino agli impianti interni degli edifici secondo il principio europeo ‘from source to tap’ (dalla fonte al rubinetto).

Il nuovo approccio normativo si focalizza sulla prevenzione del rischio, introducendo limiti più stringenti per i contaminanti emergenti e nuovi obblighi gestionali per le strutture pubbliche e private.

La normativa introduce soglie di tolleranza precise e attività di vigilanza continua su sostanze chimiche e inquinanti persistenti.

È stabilito un limite pari a 0,10 µg/L per la somma totale dei PFAS (Sostanze Perfluoroalchiliche) e di 0,02 µg/L per la somma dei quattro PFAS prioritari (PFOA, PFOS, PFNA, PFHxS); viene introdotto un monitoraggio obbligatorio con un valore di riferimento fissato a 10 µg/L per TFA (Acido Trifluoroacetico) e viene intensificata la vigilanza su sostanze critiche quali cloriti, clorati e cromo.

Il D.Lgs. 102/2025 rende cogenti le linee guida nazionali per il contrasto alla Legionella, integrando tale monitoraggio nei Piani di Sicurezza dell’Acqua (PSA). Nei cosiddetti ‘edifici prioritari’, quali strutture sanitarie, scolastiche e ricettive, scatta l’obbligo di nomina del Gestore della Distribuzione Idrica Interna (GIDI), responsabile della corretta conduzione della rete idrica interna.

Viene introdotto il sistema europeo ReMaF per la valutazione e l’autorizzazione di materiali, reagenti chimici e componenti impiantistici a contatto con l’acqua potabile, allo scopo di garantire l’assenza di contaminazioni lungo tutta la catena idrica.

In questo scenario, i laboratori accreditati assumono il ruolo di partner strategici per le aziende. Le attività richieste non si limitano all’esecuzione di analisi chimiche e microbiologiche, ma includono la mappatura dei pericoli della rete, la validazione e l’interpretazione dei dati, e il supporto tecnico nella stesura dei Piani di Sicurezza dell’Acqua. Tra i soggetti operanti in questo ambito vi è pH Labs, laboratorio chimico-microbiologico del gruppo TÜV Italia, specializzato nel monitoraggio dei contaminanti e nel supporto all’adeguamento normativo.

Le scadenze:  13 luglio 2026 → Monitoraggio obbligatorio per Somma dei 4 PFAS (0,02 μg/L) e molecole ADV comprese nella somma dei PFAS; 31 dicembre 2026 → Obbligo UE sui materiali a contatto con l’acqua potabile (ReMaF); 13 gennaio 2027 → Monitoraggio obbligatorio del TFA – acido trifluoroacetico (10 μg/L).

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