Legno Edilizia Inerti riciclati e grandi opere: il ruolo delle infrastrutture nell’economia circolare Redazione · 28 Agosto 2026 Condividi Il settore delle costruzioni in Italia produce ogni anno 90,4 milioni di tonnellate di rifiuti (dati ISPRA). In questo scenario, il comparto delle grandi infrastrutture, come strade, ferrovie e progetti di rigenerazione urbana, rappresenta un mercato chiave per l’impiego degli aggregati riciclati, in grado di trasformare una quota crescente di scarti edili in risorse per la collettività. L’integrazione tra demolizione e nuova costruzione risponde a un’esigenza sia ambientale, sia industriale. La realizzazione e manutenzione delle infrastrutture richiede ingenti quantitativi di materie prime: attraverso l’economia circolare, i materiali provenienti dalle demolizioni possono rientrare nel ciclo produttivo sotto forma di materia prima seconda qualificata. Gli aggregati riciclati trovano applicazione in diverse fasi costruttive, tra cui i sottofondi stradali e rilevati, i riempimenti e scavi, le fondazioni e impieghi tecnici specifici A favorire questa transizione contribuisce anche l’evoluzione normativa. L’adozione dei CAM Strade (Criteri Ambientali Minimi per le infrastrutture stradali) con il decreto del 5 agosto 2024 ha introdotto il principio della circolarità già nella fase di progettazione e capitolato, superando la logica di gestione del rifiuto solo a cantiere concluso. I piani di investimento stradali e ferroviari attualmente in corso svolgono una funzione di acceleratore per il mercato delle materie prime seconde. La presenza di volumi elevati, unita a una programmazione pluriennale e alla standardizzazione delle forniture, garantisce la continuità necessaria allo sviluppo della filiera. Per valorizzare appieno il materiale riciclato di alta qualità, la pianificazione del suo utilizzo deve avvenire a monte, coinvolgendo direttamente stazioni appaltanti, progettisti e imprese prima dell’avvio dei lavori. La trasformazione del settore trova riscontro nelle strategie aziendali focalizzate sul recupero. Nel 2025 il Gruppo Seipa ha gestito oltre 1,2 milioni di tonnellate di materiali, registrando una produzione di aggregati inerti riciclati (AIR) superiore alle 320 mila tonnellate. Di questi, circa 60 mila tonnellate (pari al 18% degli AIR prodotti) sono state destinate ad applicazioni ad alto valore aggiunto e impieghi tecnici; il 75% dei materiali totali in uscita dagli impianti del gruppo è oggi di natura riciclata, evidenziando il progressivo spostamento delle attività dall’estrazione primaria al recupero. L’espansione dell’uso degli aggregati riciclati nelle opere pubbliche e private è legata al superamento di tre fattori principali: l’integrazione nei capitolati: inclusione sistematica dei materiali riciclati nelle specifiche di progetto, la prevedibilità della domanda: garanzia di flussi di richiesta stabili nel tempo, la prossimità logistica: ottimizzazione delle distanze tra luogo di demolizione, impianto di recupero e nuovo cantiere. Dato l’elevato peso specifico degli aggregati, la brevità dei percorsi di trasporto costituisce un elemento determinante per garantire la sostenibilità economica e ambientale dell’intero processo. La visione tradizionale del cantiere come mero luogo di consumo di risorse e generazione di scarti lascia spazio a un modello integrato. Il cantiere diventa un nodo operativo in cui i materiali vengono recuperati, qualificati e reimmessi nei cicli produttivi, a condizione che la circolarità venga pianificata sin dalla fase di progettazione. www.grupposeipa.it Lascia un commento Annulla rispostaIl tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *Commento * Nome * Email * Sito web