La transizione energetica e la crescente attenzione del mercato verso i materiali sostenibili stanno determinando un costante aumento della domanda di biomassa. Le risorse forestali tradizionali mostrano crescenti difficoltà nel soddisfare tale fabbisogno, a causa del moltiplicarsi di stress idrici, incendi e infestazioni parassitarie, rendendo necessaria la ricerca di alternative complementari al legno. In questo scenario, il bambù rappresenta una risposta concreta grazie alla sua rapida crescita, all’elevata resistenza climatica e all’assenza di prodotti fitosanitari durante la coltivazione.
Il contesto nazionale risulta particolarmente favorevole per lo sviluppo del bambù come risorsa rinnovabile. Il territorio italiano offre ampie superfici agricole marginali o in stato di abbandono, ideali per l’inserimento di questa coltura senza sottrarre suolo fertile alla produzione alimentare. Alcune realtà pioniere hanno già implementato piantagioni su vasta scala, creando sbocchi per diverse filiere industriali: dalla produzione di energia a quella di cellulosa, fino alla fornitura di pannelli e materiali per l’edilizia. Sotto il profilo della sostenibilità, i bambuseti italiani operano come sistemi certificati per l’assorbimento di CO₂, offrendo al settore aziendale crediti di carbonio Made in Italy. Pur trattandosi di un ecosistema giovane, il modello ha dimostrato un’evidente replicabilità.
Parallelamente, anche in Francia si registra un forte interesse verso il bambù come strumento per supportare la transizione energetica. La società Horizom, ad esempio, ha strutturato un modello industriale avanzato che prevede l’impiego di 50.000 ettari per la produzione di 1,5 milioni di tonnellate di biomassa. Questa filiera risulta completa e integrata, coprendo l’intera catena del valore, dalla fornitura delle piante fino agli sbocchi commerciali.
Entrambi i mercati presentano dei nodi aperti da risolvere per un’espansione ottimale. Tra questi spiccano la necessità di una migliore integrazione nelle normative vigenti, una maggiore coerenza con le politiche forestali e una più solida strutturazione a livello industriale.
Le potenzialità strutturali ed ecologiche del bambù trovano applicazione in progetti internazionali di rilievo, come l’arco d’ingresso a Eurobois, ideato e costruit0 dagli studenti dell’Ecole Supérieure du Bois del campus di Lione, che ha permesso di esaltare le proprietà di questo materiale. La struttura ha reso l’entrata del salone un passaggio unico e di forte impatto visivo. Altro esempio di utilizzo del bambù è dato dal progetto nautico IMOCA. In fase di sviluppo la prima barca da regata classe IMOCA realizzata interamente in legno e bambù. La sfida è stata lanciata dall’esperto skipper Marc Thiercelin, padrino del concorso Eurobois Awards, con l’obiettivo di competere alla Vendée Globe 2028. Le motivazioni di questa scelta progettuale risiedono nella volontà di dimostrare l’efficacia e le potenzialità dei nuovi materiali e delle nuove tecnologie nautiche. A livello di sostenibilità, l’impiego di questo materiale consente di ridurre in modo incisivo l’impatto ambientale, tagliando del 70% le emissioni di CO₂ e garantendo al contempo costi inferiori del 40%.








