Si è svolta sabato 6 aprile 2019, a Camposampiero di Padova, una cerimonia del tutto particolare, voluta dall’imprenditore veneziano Pierluigi Bagarotto, alla presenza del Direttore Generale di FederlegnoArredo Sebastiano Cerullo, del Presidente di Fedecomlegno Alessandro Calcaterra, oltre a Enzo Poli, Domenico Corà, Angelo Pé, Eugenio Bellotti, Giancarlo Piarotto, e molti altri imprenditori del settore legno.

Pierluigi Bagarotto ha ripercorso, con un breve discorso di apertura, i suoi sessant’anni di intenso lavoro di importatore di legno, compiuti in un luogo tanto diverso da tutte le altre città del mondo per storia, cultura, bellezza: Venezia, ponendo l’accento sui cambiamenti profondi che la commercializzazione del legno ha subito in Italia con cadenza regolare e spesso sconvolgente negli ultimi sei decenni. Del resto, grazie alla velocità assunta dalla trasmissione delle informazioni in campo scientifico, economico e sociale, tutto è cambiato intorno a noi, anche e soprattutto sul versante del commercio del legno. E’cambiata la sensibilità dei dati, l’accesso al cuore delle aziende attraverso i blog e i siti internet, infine è profondamente mutata la partecipazione alla vita sociale internazionale mediante facebook, instagram, twitter, non per nulla definiti con le parole “i social”.

In ogni caso il Re di ogni cambiamento ha un nome soltanto: smartphone. Eppure, nello straordinario panorama mondiale, se esiste una città che non può cambiare, è proprio Venezia: uguale a sé stessa da centinaia d’anni, uguale a sé stessa nel futuro. Ed è questo che ha capito Perluigi Bagarotto fin dal primo giorno di attività commerciale nel settore del legno; ha fatto subito suo questo principio penetrando con attenzione e sensibilità nel carattere e nelle consuetudini della sua città, stando sempre attento a coglierne lo spirito e i valori. Infatti, il suo deposito di legni prediletti dalle attività economiche di Venezia, non è il classico piazzale colmo di pacchi in partenza, ma una ordinata serie di tavole e di travi stoccate in senso verticale che offrono, a chi lo visita, l’emozione di un sistema antico, diverso, efficiente, di intendere la commercializzazione del legno.

Comunque sia, Pierluigi Bagarotto, non può smettere di lavorare e non vuole smettere, perché si rende conto che non c’è al momento un imprenditore del legno che possa sostituirlo su quell’invidiabile ribalta. Pierluigi è un uomo solo, che in un momento come questo, mentre nell’immenso palcoscenico della sua Venezia rinascono forti emozioni di cambiamento, non si abbandona ai sogni della fantasia, alle iridate bolle di sapone che svaniscono improvvisamente al contatto con la realtà. Con malinconia non vede intorno a lui chi potrà mai fare il suo mestiere, ed è anche per questo motivo che ha voluto accanto a sé colleghi e amici nel giorno del suo ottantatreesimo compleanno.

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Almerico Ribera