Il periodo dei saldi estivi rappresenta un appuntamento d’acquisto atteso da oltre il 60% delle famiglie italiane. Sebbene per la quasi totalità dei consumatori (90%) gli sconti costituiscano l’occasione per rinnovare il guardaroba, l’aumento dei consumi rischia di incrementare la produzione di rifiuti tessili in modo non sostenibile.
I dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) evidenziano che in Italia il consumo medio pro capite di prodotti tessili è salito da 17 a 19 kg annui tra il 2019 e il 2022. A fronte di questo incremento, le rilevazioni dell’ISPRA segnalano che l’80% dei prodotti tessili non viene inserito nei circuiti della raccolta differenziata, rimanendo di fatto escluso da qualsiasi processo di riciclo.
In attesa della piena operatività del modello EPR (Responsabilità Estesa del Produttore), finalizzato ad attivare filiere strutturate per il recupero, la prevenzione a monte rimane la strategia principale per contenere i volumi dei rifiuti. Il Consorzio Ecotessili ha individuato quattro linee guida fondamentali per orientare i consumatori verso acquisti più consapevoli:
• Valutazione della reale necessità: limitare gli acquisti agli articoli effettivamente necessari e destinati a un utilizzo prolungato nel tempo.
• Verifica della qualità: esaminare la solidità dei materiali e l’accuratezza delle finiture prima dell’acquisto.
• Lettura dell’etichetta: controllare la composizione dei tessuti, tenendo conto del fatto che i capi realizzati in multimateriale risultano complessi o impossibili da riciclare.
• Scelta della riparabilità: prediligere prodotti che offrano la possibilità di essere riparati, modificati o riadattati in futuro.
Quando un capo d’abbigliamento giunge al termine del proprio ciclo di vita e non è più suscettibile di riutilizzo, risulta fondamentale procedere al corretto conferimento nella raccolta differenziata, attenendosi alle disposizioni del proprio Comune di residenza per consentire il recupero dei materiali e alimentare i processi di economia circolare.






