Il Villaggio Olimpico di Milano: bilancio e trasformazione post-Giochi 2026

Al termine dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, il Villaggio Olimpico di Milano, sviluppato da COIMA SGR presso l’ex Scalo di Porta Romana, si conferma un modello di efficienza infrastrutturale e accoglienza internazionale. La struttura ha ospitato oltre 1.000 atleti provenienti da 42 delegazioni internazionali, i quali hanno collezionato complessivamente 99 medaglie olimpiche.

 Il progetto ha raggiunto due traguardi significativi: il rispetto dei tempi: la consegna dell’opera è avvenuta in soli 30 mesi, seguendo rigorosamente il cronoprogramma stabilito con la Fondazione Milano Cortina 2026 e l’apprezzamento degli utenti: gli atleti hanno condiviso migliaia di menzioni sui social media, evidenziando il comfort delle camere, la qualità degli arredi e la funzionalità delle aree comuni dedicate alla socialità e al riposo. Per la realizzazione è stata coinvolta una filiera produttiva interamente italiana, utilizzando tecniche avanzate di prefabbricazione per ottimizzare i processi costruttivi.

Con la conclusione delle Olimpiadi, il Villaggio si prepara ad accogliere le delegazioni paralimpiche. Questo passaggio rappresenterà un test fondamentale per verificare gli standard di accessibilità della struttura, progettata per essere un ambiente inclusivo e privo di barriere.

Una volta terminati i Giochi, inizierà una fase di trasformazione record della durata di circa quattro mesi. Già dall’anno accademico 2026/2027, il Villaggio diventerà una residenza universitaria con capacità di 1.700 posti letto totali, con una copertura del 6% del fabbisogno abitativo studentesco milanese e prezzi convenzionati inferiori del 25% rispetto alla media di mercato, con 450 unità a canone agevolato, grazie all’intervento di CDP Real Asset SGR.

L’intervento è il risultato di un partenariato pubblico-privato che ha visto la partecipazione di investitori come Intesa Sanpaolo, Crédit Agricole e l’Istituto per il Credito Sportivo, oltre al sostegno di numerosi ministeri e istituzioni locali come il Comune di Milano e la Regione Lombardia. Il progetto è stato finanziato anche attraverso un Green Loan di circa 110 milioni di euro, a conferma dell’orientamento verso la sostenibilità ESG.

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