Il tessuto tecnico Polyshed FR di Giovanardi è al centro dello spazio Material Bank – Matter Makes Sense, il Progetto Speciale in collaborazione con il Politecnico di Milano che anima l’Arsenale alla 19a Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia (10 maggio – 23 novembre 2025).
Material Bank – Matter Makes Sense esplora il connubio tra materiali innovativi e la percezione sensoriale umana, ponendo l’accento sul ‘sentire’ come cruciale connessione tra intelligenza naturale e artificiale.
In un’epoca di sfide globali come il cambiamento climatico e la scarsità di risorse, Material Bank invita a una riflessione profonda sui materiali architettonici, valutandoli non solo per le loro qualità estetiche e tecniche, ma anche per la loro capacità di connetterci intimamente con gli spazi che abitiamo.
In questo contesto suggestivo, ideato dai professori Ingrid Paoletti e Stefano Capolongo, dal premio Nobel Konstantin Novosëlov e dalla scenografa Margherita Palli Rota, spiccano i leggeri pannelli in tessuto Polyshed FR ignifugo e dalla mano morbida di GIOVANARDI, solitamente destinato all’arredamento outdoor. Questi pannelli creano delicate quinte semitrasparenti che accompagnano i visitatori in un percorso di scoperta dei progetti esposti.
L’allestimento evidenzia come la materialità possa fungere da ponte tra l’intelligenza intrinseca della natura e quella artificiale sviluppata dall’uomo, offrendo ad architetti e designer la possibilità di adottare materiali innovativi con una consapevolezza rinnovata.
La mostra si configura come un ambiente dalla duplice anima: da un lato presenta una curata selezione di sistemi di materiali all’avanguardia; dall’altro si snoda come un labirinto unicursale che stimola l’esplorazione e la curiosità. I visitatori sono invitati a muoversi tra diverse soluzioni materiche, guidati dalla loro sete di conoscenza, in un percorso che idealmente connette le tradizioni del passato con le innovazioni del futuro. Questo progetto di archiviazione di materiali, siano essi naturali o artificiali, mira a dimostrare come un ripensamento del loro utilizzo possa ridefinire le fondamenta stesse dell’architettura e del design contemporaneo.







