Federmacchine partecipa ai tavoli di lavoro del MIMIT

In occasione dell’incontro promosso a Milano dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, i rappresentanti della filiera della meccanica italiana si sono confrontati sulle strategie volte a consolidare la competitività del comparto. Tra i principali attori istituzionali è emerso il ruolo di Federmacchine, la federazione nazionale che raggruppa i costruttori di macchine destinate alla produzione industriale.

Il vertice ha evidenziato la convergenza tra le linee programmatiche del Ministero e le dinamiche operative del comparto manifatturiero, individuando una serie di macro-aree di intervento ritenute prioritarie per lo sviluppo industriale del Paese.

I futuri tavoli di lavoro, ai quali la federazione ha confermato l’adesione attiva, si focalizzeranno sulla definizione di proposte e strumenti operativi orientati a gestire l’innovazione tecnologica e l’Intelligenza Artificiale con l’implementazione di nuove tecnologie abilitanti per elevare gli standard di produttività e sostenibilità dei processi industriali, le competenze e il capitale umano in contrasto alla carenza di profili specializzati attraverso percorsi di formazione e aggiornamento professionale, l’internazionalizzazione ed export con il consolidamento e potenziamento della presenza delle imprese italiane sui mercati esteri e la finanza e crescita dimensionale con il supporto ai processi di patrimonializzazione delle aziende per favorire l’espansione e l’aggregazione industriale.

Il settore delle macchine utensili e di produzione rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia nazionale e un abilitatore primario di innovazione per l’intero sistema manifatturiero.

I dati economici del comparto evidenziano un saldo commerciale positivo di circa 25 miliardi di euro, posizionando l’industria italiana ai vertici della leadership mondiale nei mercati di riferimento. L’attivazione di questi tavoli di lavoro con il MIMIT mira a tutelare e valorizzare la produzione industriale quale asset strategico sia per l’economia italiana sia nel quadro del mercato europeo.

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