Educazione alla moda

Con il convegno svoltosi a Milano, il 26 settembre 2019, Sistema Moda Italia ha voluto fare il punto della situazione sul complesso delle attività che ha intrapreso nel campo dell’education, quindi sul rapporto tra sistema delle imprese e mondo della formazione scolastica, con particolare riferimento alla formazione tecnica e professionale per il settore tessile-abbigliamento-moda. Lo ha fatto in una sede di grande valore storico e simbolico: l’istituto Tecnico Caterina da Siena di Milano, oggi condotto dalla dirigente scolastica prof.ssa Antonella Cutro, che da oltre 100 anni è fortemente impegnato nella formazione di tecnici e professionisti della moda, per testimoniare, anche nella scelta della sede, che “L’Industria della Moda è per i giovani”: l’industria della moda nel suo complesso, e il settore tessile abbigliamento in particolare, offrono ai giovani una gamma di professioni molto vasta, molto richieste dalle imprese e in grado di assicurare grandi soddisfazioni da tutti i punti di vista, non ultimo quello economico.

L’evento, di carattere nazionale, è stato seguito nella giornata del 27/9 dalle “NOTTI DELLA MODA”, cioè molti eventi pubblici a livello locale, cittadino o provinciale, organizzati in tutte le regioni dai migliori istituti tecnici per la moda riuniti nella RETE TAM (attualmente composta da circa 80 scuole), in collaborazione con le imprese del settore locali e le loro associazioni. Insieme, l’evento nazionale e quelli locali, danno il via ad una massiccia campagna di orientamento verso le professioni della moda e in favore dell’iscrizione dei giovanissimi ai corsi degli istituti tecnici e professionali dedicati al settore, che ha come obiettivo primario quello di aumentare il numero delle iscrizioni fin dalla prossima scadenza di gennaio 2020, per l’anno scolastico 2020-2021.

L’appuntamento è stato introdotto dal Presidente di SMI, Marino Vago (nella foto), che ha ricordato le motivazioni del rinnovato impegno dell’associazione nel campo dell’education: nella Moda sono previste quasi 50.000 assunzioni nei prossimi anni, a fronte di un numero di iscritti ai corsi tecnici e professionali assolutamente insufficiente: c’è quindi grande disponibilità di lavoro qualificato per i nostri giovani, in un settore economico che è tra i più importanti per tutto il Paese e che porta il “made in Italy” in tutto il mondo.