Abbiamo incontrato nel corso del riuscitissimo evento “Drilling is no longer boring”, organizzato da Scm per il lancio della nuova gamma di soluzioni di foratura a XN, Luigi De Vito, direttore Divisione Scm che ci ha regalato un’anteprima ragionata e promettente dell’evento di fine gennaio 2018 “Smart&Human Factory”.

“Abbiamo deciso ormai tempo fa – ci ha detto –  guidati da un’ottica di ascolto del mercato più che da una consapevolezza interna, di iniziare un viaggio tecnologico insieme al viaggio di trasformazione tecnologica dei nostri clienti. Abbiamo iniziato questo percorso con ‘Author Evolution’  ma tutti i nostri eventi che stiamo portando in giro per il mondo – cito l’ultimo ad Atlanta – hanno questa componente di viaggio tecnologico. 

In questo percorso mi piace dire che c’è anche il tema dell’evento di fine gennaio: “Smart &Human Factory contrassegnato dal motto:‘You will never work alone’. E’ un concetto che si sta sviluppando e che noi vogliamo promuovere perché vediamo una tendenza che è quella del sapere ed essere consapevoli di investire in automazione. Dall’altra parte, la tendenza è il rischio di essere restii a portare avanti questo processo, perchè si ha paura di che cosa sia questo oggetto che si chiama automazione o integrazione che non è solo meccanica ma anche software. 

Con questo processo noi sposiamo due concetti, il primo è è che ci posizioniamo sì come fornitore, ma ci posizioniamo soprattutto come partner, quindi il ‘work alone’ è il fattore umano e deriva dal fatto che sempre di più ci stiamo trasformando da organizzazione di vendita in organizzazione consulenziale, capace di supportare il cliente nel suo percorso di investimento. Occorre capire come queste due arti possono convivere e che ruolo hanno all’interno dell’organizzazione produttiva. E’ un concetto che si vedrà espresso molto bene nel nostro evento di fine gennaio, perché non ci piace parlare solo di automazione ma di integrazione dell’automazione nel processo produttivo cliente che è fatto di uomo, macchine e prodotto.

Gestire i mercati in rapido cambiamento

Però, faccio un passo indietro che mi sembra importante. Tendenze. Di fatto ormai non si parla più di tendenze ma di realtà, la famosa ‘mass customization’. Il nostro cliente e il cliente del nostro cliente si muovono in un mercato estremamente volatile. Un mercato che richiede sempre più una customizzazione del cliente, quest’ultimo vuole comprare oggetti commerciali, ma nello stesso tempo vuole poter scegliere e quando sceglie vuole metterci del suo (colori, sfumature, superfici), vuole entrare in contatto con il prodotto e dire la sua, influenzarlo.

Il terzo elemento importante è la capacità di rispondere a lotti sempre più piccoli, cioè quello che si chiama ‘order to production’. Oggi sempre di più il nostro cliente produce su quello che è necessario produrre per il mercato in quel momento e in lotti che si stanno sempre di più restringendo. 

L’altro elemento estremamente importante è la capacità di gestione delle materie prime. Si richiede una sensibilità sul non-spreco, che non è solamente un concetto economico ma è un concetto di sostenibilità, che diventerà sempre più strategico per competere sul mercato. Il nostro cliente dovrà essere in grado, inoltre, di comunicare questo “valore aggiunto” al cliente finale e al mercato. Quindi, riduzione degli sprechi e ottimizzazione dei resti.

L’ultimo elemento è quello di gestire un passaggio dove gli uomini che sono all’interno dell’area produttiva dovranno cambiare ruolo e passare da attività ripetitive ad altre mansioni a più alto valore aggiunto.

Tutto questo richiede delle risposte perché oggi un produttore che produce circa 500-800 pezzi-turno richiede flessibilità, richiede di poter cambiare i pezzi e la sua produzione velocemente. I set-up devono essere estremamente brevi, gli sprechi devono essere ridotti e le soluzioni devono essere riconfigurabili nel tempo in base a quello che il mercato richiede. Quindi, impianti non rigidi e soluzioni non rigide. La nostra risposta è una risposta trasversale. Il valore aggiunto che sta nella macchina in sé deve essere estremamente produttivo e con ridotti fermi macchina dovuti a cambi di set-up o alta affidabilità. 

Tutto quello che ci sta intorno è robotica industriale, robotica collaborativa, AGV, tutto il mondo della movimentazione logistica a terra e sequenziatori e tutto il mondo del software. Questi quattro mondi che integrano il valore aggiunto che sono delle macchine saranno presentati nel prossimo nostro evento di fine gennaio. Quindi la capacità del cliente di vedere il suo processo produttivo a 360° come sequenza, il famoso ‘just in sequence’ e il famoso ‘just in time’ cioè fare arrivare il pezzo al momento giusto nel posto giusto a un’altra macchina, la capacità di riconfigurare i flussi produttivi industriali con una nuova logica. 

Come trasformare il concetto industriale di avere in fabbrica tante falegnamerie e avere la flessibilità del piccolo falegname che riesce a fare tutto in ogni momento, e riuscire a farlo in modo industriale e automatico, controllando i flussi e con qualità industriale, cioè ripetibilità della soluzione e rispetto dei tempi di delivery per il cliente con una robotica collaborativa che permette di lavorare a fianco alla persona; Io dico che Scm si posiziona oggi in un campo competitivo che risponde alla ragione non del perché un cliente dovrebbe comprare, ma del perché non può non comprare.

La digitalizzazione e l’automazione potrebbero in un orizzonte non così tanto lontano creare un divario sociale tale da dividere il mondo industriale in due tronconi, uno in grado di competere e uno non in grado di competere. Quindi non c’è scelta se investire o non investire, la scelta è investire in una direzione che sia quella corretta. 

Noi dobbiamo rispondere a questa domanda, perchè è l’esigenza che il nostro cliente sta vivendo in prima battuta in questo momento e l’evento di gennaio sarà la risposta che diamo all’intero mercato. Non è “cosa vendiamo”, ma “perché lui dovrebbe comprare”, quindi è un’ottica estremamente diversa. E qui ci posizioniamo anche in un’ottica di facilità d’uso, perché è la risposta al rischio del nostro cliente di non trovare il coraggio di investire.