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Il Parlamento europeo conferma l’urea tra i prodotti soggetti al CBAM: cresce la preoccupazione di FederlegnoArredo

Redazione · 18 Settembre 2026
Il Parlamento europeo conferma l’urea tra i prodotti soggetti al CBAM: cresce la preoccupazione di FederlegnoArredo

Paolo Fantoni preoccupato per il CBAM: «Rischia di penalizzare le imprese europee»

Il Parlamento europeo ha approvato il 15 settembre la propria posizione sulla revisione del CBAM, Carbon Border Adjustment Mechanism, il meccanismo europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere. Il testo sarà ora oggetto dei negoziati interistituzionali con Consiglio e Commissione europea. Tra i punti della posizione approvata figura l’eliminazione dell’articolo 27a, la clausola proposta dalla Commissione che avrebbe consentito, in presenza di circostanze gravi e impreviste, di rimuovere temporaneamente alcuni prodotti dall’ambito di applicazione del CBAM.

Sull’esito del voto è intervenuto Paolo Fantoni, presidente di Assopannelli di FederlegnoArredo: «Da mesi segnaliamo il rischio che un’applicazione del CBAM non sufficientemente attenta alle specificità delle filiere manifatturiere finisca per penalizzare la competitività delle imprese europee. L’eliminazione dell’articolo 27a priva il sistema di uno strumento di flessibilità importante per intervenire in presenza di circostanze eccezionali».

Secondo FederlegnoArredo, il tema assume particolare rilevanza anche alla luce dell’andamento dei costi dell’energia e delle materie prime. «I conflitti in aree strategiche per l’approvvigionamento di materie prime stanno già causando carenze e forti rincari di sostanze essenziali come l’urea. In questo contesto, l’introduzione di ulteriori oneri fiscali rischia di aggravare una situazione già difficilmente sostenibile. Resta quindi alta la preoccupazione per la decisione di mantenere l’urea nell’ambito di applicazione del Regolamento, una scelta che può generare ulteriori oneri lungo le catene di approvvigionamento», prosegue Fantoni.

Il tema dell’approvvigionamento delle materie prime è già da tempo al centro dell’attenzione di Assopannelli: lo scorso anno Paolo Fantoni era intervenuto anche sul rafforzamento della filiera italiana del pioppo e sulla necessità di ridurre la dipendenza dalle importazioni.

Con il voto del Parlamento europeo si apre ora la fase di confronto con Consiglio e Commissione, con la Federazione che dichiara di continuare a lavorare affinché nel testo finale siano salvaguardate le esigenze delle imprese. «Gli obiettivi ambientali devono essere perseguiti senza compromettere la competitività del sistema produttivo europeo. Ci aspettiamo pertanto che il confronto istituzionale consenta di correggere le criticità emerse e di arrivare a un CBAM efficace sul piano ambientale, ma anche sostenibile per le imprese», conclude Fantoni.